Seduwa – ponte sospeso sul Kasuwa kohla – Checksedanda – Seduwa

Giorno 2, 15.11.218

Come già sapete l’Associazione Mani per il Nepal costruisce anche ponti e ne ha inaugurato uno il 4 giugno 2018. Dopo una chiassosissima nottata di pioggia battente sulle lamiere del lodge dello zio Nurbu a Seduwa, che sembrava il diluvio universale, il mattino dopo la sorpresa di un bel cielo terso.

Così con la nostra guida Mingma Sherpa, accompagnati da Patoue e Gilles (lei guardiana storica della capanna Tête Rousse sulla via normale francese per il Monte Bianco, lui guida alpina), partiamo per visitare il ponte sospeso sul fiume Kasuwa kohla, interamente finanziato da una generosa coppia ticinese.

Dista 3 ore di cammino dal villaggio di Seduwa, lo raggiungiamo attraversando paesini di poche modestissime casette all’interno delle quali abbiamo intravisto delle stufe in funzione distribuite l’anno prima, e scendendo di 500 m fino al fiume su un ripido sentiero in un bosco di rododendri arborei e ovunque di pregiate piante di cardamomo, fonte di sussistenza locale.

Ci accompagna sempre il rumore dell’acqua portata dal fiume. Il ponte lo si può scorgere soltanto all’ultimo, tanto il bosco è fitto. Strada facendo ci imbattiamo anche in una delegazione di una decina di sorridenti giapponesi dall’andatura tartarughesca e prudente, con calzature decisamente inadatte al tipo di terreno piuttosto scivoloso.

L’emozione è grande quando scorgo il ponte per la prima volta. Impressiona la solidità di questa struttura. Lungo 55 m e largo poco più di 1 m, il ponte può venir transitato senza problemi da persone e animali, sospeso 30 m sopra al Kasuwa kohla, fiume di grossa portata idrica durante il periodo delle grandi piogge causate dai monsoni.

Costruito proprio sopra per sostituirlo, contrasta decisamente con lo sgangherato ponte utilizzato prima. Vi ho subito appeso 4 delle sciarpe di seta colorata ricevute alla cerimonia del giorno prima.Dopo un quarto d’ora arrivano anche i giapponesi, decisamente ammirati ed entusiasti per l’opera ingegneristica elvetica ed iniziano a decorare il ponte con bandierine di preghiera, qualcuno ha anche acceso incenso propiziatorio.

Dopo alcune foto ricordo con la lattina di birra svizzera che reca la foto del ponte stesso (da noi in vendita), proprio la lattina mi è scivolata di mano rimbalzando per terra e inizia a zampillare birra come una fontana, dando sì una benedizione simbolica al ponte, ma costringendoci a berla sul posto condivisa con tutti i presenti, giapponesi compresi, molto felici di essere capitati al posto giusto nel momento giusto. Li attendono oltre 1000 m di ripida salita fino al villaggio di Lungbadingsa, per l’inaugurazione l’indomani di una nuova scuola da loro finanziata.

Nel frattempo attraversa il ponte anche un portatore nepalese, con il gerlo voluminoso e carico di viveri. Condividiamo un sorso di birra anche con lui, e ringrazia con gesti di gratitudine per avergli accorciato il già duro cammino. Un bel momento di condivisione sul ponte, che si fa improvvisamente crocevia di culture.

Ci salutiamo in 4 lingue: nepalese, giapponese, italiano ed inglese, poi ognuno prosegue allegramente per la sua strada, felice di questo incontro, e consapevole dell’importanza di quest’opera per migliorare almeno un poco la vita di chi abita per suo destino in queste zone così remote.


Risaliamo fino al paesino di Cheksedanda (paese natìo della famiglia di Dawa e Phurba Sherpa, i nostri cari amici nepalesi della Ticinotreks). Visita alla scuola accompagnati da un gran vociare festoso di tanti bambini al momento della ricreazione, dove lo scorso anno tramite il sostegno di un altro generoso donatore, abbiamo fatto costruire 30 nuovi banchi e panchine.

Per finire discesa su Seduwa per la sera, dove nel frattempo il Pres. Daniele ha fatto consulenza ed aiutato nell’installazione delle stufe. Giornata estremamente carica di emozioni per aver visto con i miei occhi e toccato con mano le importanti opere realizzate. A nome dell’Associazione, voglio nuovamente ringraziare chi ha sostenuto concretamente questi progetti di grande respiro per una regione altrimenti molto isolata, e naturalmente Ticinotreks per averne coordinato e supervisionato localmente i lavori di costruzione!

Namaste, Lara la segretaria


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