Viaggio in Nepal 2019 – Parte 2 – Tashigaun, ricostruzione della scuola ed inaugurazione ponte sospeso Adheri Bridge

Carissimi Amici di Mani per il Nepal, eccoci a voi con le ultime novità riguardo i progetti da noi promossi.

Ci eravamo lasciati a Kadhbari e dopo alcuni giorni di cammino eccomi giunto a Gonthala dove prendo atto che il nuovo acquedotto interamente ticinese è ormai quasi realtà. I lavori sono in pieno fermento.

A Gonthala mi raggiunge anche Jean-Pierre, con il quale visitiamo con grande orgoglio e profonda emozione il ponte sospeso, per il quale abbiamo contribuito ognuno per metà a sostenere i costi per la sua realizzazione. Dopo alcuni giorni di cammino arriviamo poi a Seduwa, dove ci raggiungono Lara e Andrea e camminiamo tutti insieme fino a Tashigaun.

Proprio a Seduwa, presso l’ospedale che sosteniamo per modeste spese, mi sono dovuto sottoporre a un piccolo intervento in anestesia locale per alleviare un’infezione che si stava estendendo eccessivamente.

A Tashigaun sotto la supervisione del docente locale con la sua assistente e 26 bambini, diamo ufficialmente il via alla ricostruzione dei due blocchi pericolanti della scuola. Questo progetto (che include anche banchi e lavagne) sarà finanziato interamente da una generosa coppia ticinese per un costo totale di 33’000.- CHF.

I 26 bambini presenti hanno intonato l’inno ufficiale nepalese in nostro onore e allietato con la loro vivacità una bellissima festa, nel corso della quale abbiamo distribuito anche un paio di calzini e un berretto a testa. Il caso ha voluto che ne avessimo uno per tutti i presenti, oltre a giochini vari, 2 kg di colori e pennarelli e mandala da colorare e tanti palloncini da gonfiare.

Li abbiamo ritrovati successivamente al ritorno dal nostro bellissimo e fortunato trek al Campo Base del Makalu, per inaugurare il ponte sospeso purtroppo attualmente ancora incompiuto, finanziato da una fondazione di Lugano, ma la festa semplice e genuina è stata davvero memorabile per tutti.

Anche grazie a birra e coca-cola da noi offerte, l’atmosfera inizialmente piuttosto formale e ingessata, si è sciolta e buona parte della popolazione si è sciolta in danze e risate al ritmo di litanie nepalesi e improvvisati girotondi con i bambini.

Ora siamo di ritorno a Kathmandu per discutere di altri importanti progetti. A differenza dei 5000m del Base Camp (-17 gradi), qui la temperatura è fortunatamente mite (25 gradi) e vi salutiamo tutti caldamente dal Nepal.

Per l’associazione Dan e Lara, con l’amico Andy che ci ha già tanto aiutato in diverse occasioni😊Namaste🇳🇵